La fiducia delle imprese e dei consumatori, dato rilevato dall’Istat nel suo ultimo rapporto in materia, è fondamentale per comprendere quale piega sta prendendo l’economia in un determinato periodo di tempo. È importante soprattutto adesso, dopo anni di crisi economica, perché se i dati sono positivi si comincia a intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e i consumatori saranno più propensi a mettere le carte di credito presenti sul mercato a confronto per spendere un po’ dei risparmi messi da parte con tanta fatica.

Fiducia delle imprese e consumatori

Perché ormai la carta di credito è uno strumento di pagamento estremamente diffuso anche tra gli italiani, che negli ultimi tempi si sono abituati ad informarsi su Visa, American Express, CartaSi e gli altri prodotti per il pagamento elettronico presenti sul mercato. Ma in che modo gli acquisti dei consumatori sono legati alla fiducia alle imprese?

Giudizi sugli ordini e saldo dei giudizi

Presto detto, ce lo spiegano i dati dell’Istat che mostrano come il clima di fiducia nei confronti delle imprese abbia raggiunto un livello che non si vedeva più dal 2008: i giudizi sugli ordini sono in netto miglioramento. Per quanto riguarda i beni di consumo il saldo è pari a -10, mentre i dati precedenti mostravano un -13; i beni intermedi sono passati da -24 a -17 e quelli strumentali da -14 a -7. In ambito di saldo dei giudizi sulle scorte di prodotti finiti, i dati mostrano un passaggio da 5 a 4 nei beni di consumo, da 3 a 2 in quelli intermedi e da 5 a 2 per i beni strumentali.

Attese sulla produzione

Importanti le attese sulla produzione, altro dato strettamente legato ai consumatori e alla fiducia da essi rivolta nei confronti delle imprese. In questo ambito infatti notiamo che sia i beni intermedi che quelli strumentali sono passati rispettivamente da 5 a 10 e da 11 a 15. I beni di consumo si mantengono stabilmente invariati, confermando il precedente 6.

Indice del clima di fiducia

L’indice del clima di fiducia, poi, è cresciuto nei principali raggruppamenti di industrie. Quelle che producono beni di consumo sono passate dal precedente 98,8 a 100,3; quelle per i beni intermedi da 95,3 a 99,6, mentre quelle che si occupano di beni strumentali sono aumentate da 107,2 a 111,8.

Il ruolo dei consumatori e la disoccupazione

Concludiamo con il dato più importante di tutti, la fiducia dei consumatori. Indicativo il fatto che l’indice in questo caso si attesti ad un livello che non veniva più raggiunto da 13 anni, ovvero dal maggio 2002. In sostanza, quindi, migliorano i giudizi sulla situazione economica dell’Italia nonché le aspettative sulla disoccupazione. Cresce infatti la percentuale di coloro che prevedono un calo della disoccupazione, seppur lieve. Si passa dal 32,6% al 36,6%.