Cuba e Stati Uniti. Molto più che due stati. Due filosofie, due modelli ideologici, economici, culturali, due canali di confluenza di sistemi valoriali e simbolici tanto vicini e tanto lontani fra loro, con lo sfondo del consumismo senza frontiere di oggi. Internet, la globalizzazione, l’interazione fra identità e l’acquisto come unico elemento uguale a se stesso in ogni angolo del modo. Non a caso, il settore dei pagamenti virtuali cresce su numeri importanti, alimentato da una tendenza alla digitalizzazione che si fa principio regolatore. Così, informarsi su MasterCard e i suoi prodotti, sulle offerte di American Express, sulla gamma di Visa, sono oggi operazioni naturali, utili, a volte imprescindibili. E ora, si apprestano a diventare tali anche a Cuba, l’ultimo baluardo di un’idea del mondo, che piaccia o meno.

Cuba, la fine dell’embargo, l’arrivo di MasterCard

Presto, molto presto, porre Visa e i suoi prodotti a confronto con quelli di MasterCard o American Express potrebbe diventare una pratica usuale anche nel paradiso caraibico sull’Oceano Atlantico. A partire dal prossimo primo marzo, infatti, i prodotti finanziari firmati MasterCard faranno il loro ingresso a Cuba.

Si tratta di un segnale fortissimo di distensione fra i due Paesi, dopo decenni di rapporti tesissimi e sempre al limite dello scontro diplomatico. E non solo. Il dialogo fra Washington e L’Avana porterà all’esordio delle carte americane sul territorio cubano, che significa servizi in più per i turisti a stelle e strisce e riapertura a un rapporto che sia anche di natura finanziaria.

In attesa dei competitor

MasterCard è stata la prima società a muoversi ufficialmente. La rimozione del blocco – ha riportato la società di pagamenti virtuali in una nota – segue le linee guida date dal dipartimento del Tesoro americano dopo lo storico annuncio fatto dal presidente Usa Barack Obama.

American Express ha già annunciato che sta rivedendo le proprie linee guida commerciali prima di sbarcare anch’essa a Cuba mentre nessun annuncio è giunto da Visa.

Era il 1962 quando scattò ufficialmente il proclama 3447, con cui gli Stati Uniti proclamarono l’embargo contro Cuba. Oltre 50 anni dopo, lo scorso 17 dicembre, Obama ha dichiarato l’intenzione di porre fine al provvedimento. Ma Cuba non è l’unica nazione vittima dell’embargo americano; ad oggi, fanno parte dell’elenco anche Corea del Nord, Siria, Sudan e Iran.