La firma digitale e quella elettronica sono un “insieme di dati, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, usati come metodo di identificazione informatica”. E’ questa la definizione corretta. Il primo ambito di applicazione che può venire in mente è legato al pagamento con moneta elettronica, forse il più comodo che esista: quando si va al supermercato e si paga con la carta, invece di firmare il tradizionale scontrino, grazie a sistemi più avanzati si può firmare direttamente sul POS. Se ancora non si fa uso di questo utilissimo strumento, forse è arrivato il momento di mettere le carte di credito presenti sul mercato a confronto e selezionare quella più adatta alle proprie esigenze.

Per essere sicuri di fare la scelta giusta, ci si può informare sui prodotti PostePay, Visa, sul Bancomat e sui metodi di pagamenti alternativi al contante a disposizione di tutti. E poi si potrà capire in cosa consiste una firma elettronica, e in quale modo differisce da una firma digitale. Dato per assodato che la definizione dei due termini è la stessa, bisogna fare delle distinzioni precise.

La differenza

La firma elettronica si suddivide in semplice, avanzata e qualificata. Ed ecco che entra in gioco la firma digitale, che rientra nella categoria di firma elettronica qualificata. L’obiettivo dell’esistenza di questi strumenti, e in particolare delle firme avanzate e qualificate, ivi inclusa la firma digitale, è quello di sopperire alle mancanze di quella semplice.

I vantaggi della firma digitale

Quindi ad esempio che il destinatario possa verificare l’identità del mittente, e di conseguenza l’autenticità della firma; che il mittente non possa ripudiare un documento da lui firmato; che il destinatario mantenga l’integrità del documento firmato, e che quindi non lo possa modificare.

Le chiavi, pubblica e privata

La firma digitale è basata su un sistema di chiavi, una pubblica e una privata, che permette al titolare e al destinatario, che rispettivamente utilizzano la chiave privata e quella pubblica, di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico, o di un insieme di documenti informatici.

Cerchiamo di rendere più chiaro il discorso: il titolare della firma digitale possiede due chiavi. Una, segreta, gli serve per firmare il documento che poi verrà spedito per via telematica; l’altra, pubblica, che il destinatario dell’invio utilizzerà per decifrare la suddetta firma.

Per rendere questo servizio sicuro, le due chiavi sono correlate ma dall’una non si può risalire all’altra, ed è alla base della possibilità di effettuare transazioni bancarie in rete.