Anche le impronte digitali possono essere riprodotte. La notizia arriva come una doccia fredda e placa l'entusiasmo di tutti coloro che avevano pensato di poter ridurre al minimo il rischio di clonazione con le carte di credito digitali. Un requisito considerato positivamente da molti clienti che al momento di richiederne una nuova, non solo mettono le carte di credito presenti sul mercato a confronto per individuare la formula più conveniente, ma valutano anche le misure di sicurezza adottate.

Sia sul versante risparmio sia su quello della convenienza le informazioni abbondano. Gli interessati potranno informarsi su Visa o su Postepay o su qualunque altro operatore del settore per saperne di più. Risparmio e sicurezza sono dunque diventati due requisiti importanti, da tenere in considerazione nel momento in cui si valutano le carte di credito.

Le carte di credito digitali già prese d'assalto dagli hacker

Anche in ambito frodi le tecnologia compie passi da gigante. Risale infatti a pochissimo tempo fa la notizia in merito all'arrivo delle carte di credito digitali, che aveva suscitato grande interesse tra i clienti e gli operatori del settore. Un effetto immediatamente smorzato dal clamoroso annuncio dato durante il 31esimo Chaos Computer Club di Amburgo. Infatti proprio durante l'evento è stato dimostrato come anche le impronte digitali possono essere replicate semplicemente con una fotografia.

Grazie ad un software chiamato Veri Finger, sarà possibile rielaborare le immagine di una qualunque macchina digitale, arrivando poi alla riproduzione delle impronte digitali. Per offrirne una prova, sono state utilizzate le immagini del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen scattate durante un evento pubblico. In pochi passaggi è stato possibile riprodurre le impronte digitali del ministro suscitando lo sconcerto tra il pubblico presente.

Se il software fosse ulteriormente perfezionato, le conseguenze sarebbero davvero preoccupanti. Sarebbe di colpo molto più semplice accedere a tutti i device, comprese le carte di credito, che adottano le impronte digitali come barriera di sicurezza. Si tratta dunque di una scoperta che non solo placa l'entusiasmo suscitato dall'arrivo delle nuove carte di credito digitali, ma ridimensiona notevolmente le grandi potenzialità riconosciute alla tecnologia biometrica.