Quante volte ci succede di entrare in un negozio, fare acquisti, e non ricevere lo scontrino fiscale quando si paga, soprattutto quando si usano i contanti? Se anche noi vogliamo dare il nostro contributo nella lotta all'evasione fiscale, possiamo richiederlo ogni volta che non ci viene dato spontaneamente, anche se sarebbe un dovere di ogni commerciante produrlo ad ogni transazione. Altrimenti, se vogliamo essere sicuri di riceverlo tutte le volte, smettiamo di pagare in contanti e cominciamo ad usare la carta, perché con quella l'emissione dello scontrino è imprescindibile. Se non ne abbiamo ancora una, possiamo decidere di mettere le carte di credito dei migliori istituti a confronto, in modo da trovare quella che sia più adatta alle nostre esigenze.

Se poi vogliamo avere un'idea più chiara di cosa propone il mercato, possiamo anche informarci su Postepay, PayPal, Bancomat e su tutte le alternative di pagamento elettronico che esistono oggi. E allora sì che non ci saranno più problemi di scontrini, e anche noi avremo fatto un piccolo passo nella lotta all'evasione fiscale. Però comunque dobbiamo stare bene attenti a cosa c'è scritto, altrimenti non ha valore. Gli elementi che su uno scontrino non possono mancare sono il nome della società e la ragione sociale, oppure il nome e cognome di chi lo emette, oltre all'indirizzo dell'esercizio abilitato e al numero di partita Iva.

Ciò che non è necessario riportare su uno scontrino sono i dati relativi alla quantità e qualità dei beni ricevuti, stante però il fatto che l'importo che si deve pagare sia comprensivo di Iva. Si parla di scontrino parlante quando vengono indicati, oltre al tipo e qualità di beni ceduti, la partita Iva o il codice fiscale dell'acquirente. Un esempio di scontrino parlante è quello che viene emesso dalle farmacie e che permette di detrarre le spese dal 730.

La ricevuta fiscale invece, che sostituisce lo scontrino e può essere emessa da commercianti, esercenti e lavoratori autonomi, deve contenere i dati dell'esercente, la natura, qualità e quantità dei beni ceduti o dei servizi erogati. I beni o i servizi devono essere riportati singolarmente e in totale, comprensivi di Iva. Le ricevute fiscali inoltre devono seguire una numerazione progressiva prestampata per anno solare. Se su ricevute e scontrini ci sono tutti questi elementi, allora possiamo dormire sonni tranquilli. Altrimenti segnaliamolo!