Oggi per fare la spesa o per mangiare al ristorante si possono usare le carte di credito o i bancomat per pagare senza ai contanti grazie al circuito di pagamento CartaSi, Visa o MasterCard. Adesso il Mise (Ministero dello sviluppo economico) ha deciso di distribuire agli studenti delle scuole superiori italiane statali e paritarie una carta prepagata Postepay di Poste Italiane che rappresenta l'evoluzione della vecchia tessera "Io Studio".

La nuova tessera si chiama "Io studio-Postepay" ed è una speciale carta prepagata con cui gli studenti possono ottenere agevolazioni presso negozi, aziende telefoniche, compagnie aeree e molto altro. Questo strumento ha alcune delle caratteristiche tipiche della carta Postepay e quindi non è associata a un conto corrente e non prevede costi di attivazione. Tuttavia il suo utilizzo è limitato e ad esempio non accessibile per i servizi di gioco online.

Nella prima fase della sperimentazione il Mise distribuirà 630 mila carte Postepay agli allievi del primo anno del liceo, mentre da settembre la nuova carta sarà distribuita a tutti gli studenti. Ma vediamo alcune delle caratteristiche di questa carta: il massimale di ricarica è di 2.500 euro, mentre il prelievo massimo sarà di 1.000 euro; come detto il costo di attivazione è zero, mentre si pagherà 1 euro per le spese di ricarica e per i prelievi di contanti presso gli sportelli Postamat.

L'iniziativa ha ovviamente riscosso successo sui forum studenteschi, ma non tutti son contenti e ad esempio l'associazione "Scuola per la Repubblica" ne chiede l'immediato ritiro. Il Ministero però rivendica la sua scelta e parla di "progetto educativo" per la diffusione della moneta elettronica.

In chiusura riportiamo il commento di Mimmo Pantaleo, segretario di Flc Cgil: "È sicuramente uno strumento che amplia le possibilità degli studenti, e forse dovrebbe ampliarle anche di più, per esempio chiudendo convenzioni per la ristorazione. Il tema, però, è quello del diritto allo studio: la carta prepagata va bene, ma ci sono troppe famiglie che non hanno soldi da metterci dentro. E penso anche al gran lavoro scaricato sulle segreterie scolastiche, in crisi per il taglio degli organici".