Oggi tutti i consumatori possono fare un acquisto tramite una carta di pagamento scegliendo fra i prodotti di American Express, Visa o MasterCard. Se mi rivolgo ad un professionista per ottenere un servizio, però, non è detto che egli abbia il Pos per pagare col bancomat. Dal 30 giugno tuttavia le cose cambiano perché il Tar del Lazio ha respinto il ricorso degli architetti e il Pos, il dispositivo per i pagamenti elettronici, sarà obbligatorio per tutti i professionisti e le partite Iva.

Le migliori carte di credito, quindi, non serviranno più solo per fare acquisti nei negozi tradizionali e online. Da fine giugno, quindi, ci potremo presentare da un meccanico, un geometra o un architetto con una carta bancomat per effettuare un pagamento elettronico. A nulla è valso, infatti, il ricorso contro il decreto ministeriale del 24 gennaio presentato dal Consiglio nazionale degli architetti che protestavano contro un provvedimento secondo loro inutile e costoso. Avere un Pos per bancomat, infatti, rappresenta una spesa aggiuntiva per un professionista equivalente ad almeno 100 euro l'anno.

"Riconfermiamo che l'obbligo di utilizzo del Pos da parte dei professionisti dal prossimo 30 giugno nulla ha a che fare con i principi di tracciabilità dei movimenti di denaro, realizzabili semplicemente con il bonifico elettronico configurandosi, invece, come una vera e propria gabella medioevale ingiustamente pagata a un soggetto privato terzo, le banche, che non svolgono alcun ruolo, nel rapporto tra committente e professionista" si legge in una nota di Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti.

"Il bonifico Stp costa la metà del pagamento via Pos e consente lo stesso risultato di tracciabilità - aggiunge Freyrie - non ci fermeremo certo di fronte a questa ordinanza e sono sicuro che quando i giudici amministrativi entreranno nel merito del provvedimento che abbiamo impugnato sapranno cogliere tutti quei profili di illegittimità che noi abbiamo evidenziato".

La finalità del provvedimento preso dal governo, però, mira a colpire gli evasori fiscali che si nascondono anche fra i professionisti. Quante volte, infatti, vi è stato proposto uno sconto per un pagamento "senza fattura"? Certo si può rifiutare, ma allora il conto aumenta. Invece bisogna pagare il giusto e i professionisti devono dichiarare tutte le ricevute consegnate. È anche vero che con il bonifico bancario il problema si risolverebbe, ma se una persona non ha un conto corrente?