Da quando internet è stata resa un'invenzione di dominio pubblico, si è letteralmente aperto un nuovo mondo con un nuovo mercato. Un mercato che ha avuto bisogno di inventare nuove regole e nuovi metodi di pagamento da parte dei clienti che fino a pochi anni fa non erano riconosciuti. Ad esempio è possibile confrontare le carte di credito più convenienti che con vari prezzi e nuovi servizi hanno aiutato alla crescita del mercato cibernetico e grazie ad esse è ormai possibile comprare qualsiasi cosa desideriamo, schiacciando semplicemente un clic.

eBay è sicuramente una delle aziende online pioniere e di conseguenza anche tra le più conosciute ed usate. Con il crescere dei servizi offerti dal suo sito e per eliminare i timori di truffe e furti che amareggiavano gli ultimi diffidenti, sono nati vari metodi di pagamento come le carte prepagate fra cui la carta PostePay e il servizio di PayPal, che sono metodi molto meno rischiosi. Riuscendo a soddisfare la fetta di mercato interessata alla compravendita online.

Se da una parte quindi si possono trovare prezzi a buon mercato e possiamo comodamente comprarli da casa tramite carte prepagate, è anche vero però che questo settore è quello più a rischio di attacchi da parte degli hacker poiché interessati ad appropriarsi indebitamente dei dati personali e bancari e di rubare impropriamente denaro.

Ed è proprio eBay ad essere stata attaccata questa volta e ha chiesto ai propri utenti di cambiare quanto più possibile le proprie credenziali. Infatti, proprio l'azienda ha scoperto un'intrusione nei suoi sistemi che ha permesso ai malintenzionati di avere tutti i dati dei suoi clienti.

Questo spropositato attacco informatico al database ha però avuto solo i dati personali, le password e gli indirizzi, ma non è riuscito ad ottenere le informazioni finanziarie relative alle carte di credito e alle transizioni, che sono custoditi in un altro database compresso.

L'azienda immagina che l'intrusione sia avvenuta circa un paio di settimane fa e sarebbe riuscita ad arrivare fino al database, sfruttando le credenziali rubate da alcuni dipendenti. Non sono stati rilevati però altri furti da parte dei ladri cibernetici o ulteriori intrusioni.