Il rapporto tra i due colossi Russia e Stati Uniti si fa più teso: la lotta tra Stati Uniti e Russia sembra spostarsi anche sul fronte economico oltre che su quello politico, così la decisione di bloccare in Russia il funzionamento delle carte di credito presenti tra i prodotti di Visa e di quelli di MasterCard sembra rientrare nel primo caso di conflitto.

Si tratta di una sanzione operata proprio dagli Stati Uniti e ai danni di quattro principali istituti bancari della Russia come Rossiya, SMP Bank, InvestKapitalBank e Sobinbak: cattive notizie allora per i consumatori russi che come gli italiani potevano scegliere tra le carte di credito migliori nelle offerte di Visa e MasterCard, essendo stata anche la prima uno dei maggiori sponsor negli ultimi giochi olimpici invernali di Sochi.

A questo punto allora, dal momento che in Russia se ne parlava già da qualche anno, sembra arrivato il momento di lanciarsi nell'attivazione di un circuito di credito nazionale, implementando quello che negli anni passati era solo un progetto che riguardava non le transazioni tra privati ma solo quelle tra privati e governo.

Si tratterebbe infatti di un circuito che consentiva a cittadini di pagare le tasse e ai governi di accreditare loro le pensioni, ad esempio: tuttavia questa occasione di blocco potrebbe essere il momento della svolta per la Russia sotto questo aspetto, dato che, secondo Avivah Litan, analista di Gartner Research, non sarebbe difficile spostare questo sistema anche sulle transazioni tra privati.

Inoltre, la Russia ha da poco discusso sul pericolo derivante da circuiti di pagamento internazionali, dato che potrebbero causare problemi di sicurezza per lo scarso controllo presente.

È pur vero che i vantaggi della decisione russa in questo senso non sarebbero molti, visto che il danno causato dalle sanzioni americane va a colpire solo l'1% della presenza di Visa in Russia: con una carta che risponde al solo circuito nazionale, i cittadini russi non potrebbero pagare all'estero, comprare online né ricevere pagamenti da turisti stranieri. C'è da chiedersi se effettivamente sia una scelta conveniente.