Scegliere le carte di credito del circuito MasterCard o Visa ci permetterà di effettuare in tutta sicurezza i nostri pagamenti elettronici. Tuttavia attualmente sia per il pagamento di acquisti su internet sia per effettuare vere e proprie operazioni finanziarie va molto di moda l'utilizzo dei Bitcoin, la cosiddetta criptovaluta, un vero e proprio denaro virtuale, scambiato e trasferito attraverso piattaforme specializzate.

Trovare la carta di credito più conveniente e utilizzarla per i nostri acquisti informatici rimane più comodo e semplice rispetto alla valuta digitale, proprio in seguito alla decisione presa dal governo Usa di tassare il possesso di Bitcoin come rendita finanziaria. Si tratta, per l'erario Usa, di proprietà e di conseguenze vanno tassate. Una decisione che equipara la moneta virtuale a un immobile o a un'azione e che è stata presa dopo una lunga discussione.

È un bene il cui valore fluttua nel tempo e che produce un guadagno di capitale che i contribuenti americani dovranno regolarmente denunciare al fisco. L'imposta sarà definita in base al valore di mercato della moneta alla data in cui è stata ricevuta o acquistata. È un cambiamento importante che però non avrà obbligatoriamente conseguenze negative.

In primo luogo l'alternativa offerta ai contribuenti statunitensi era la tassazione dei Bitcoin come profitti derivati da scambi in valuta straniera; cosa che avrebbe provocato un netto aumento dell'imposta. In più il fatto che vengano tassati, in qualche modo legittima ulteriormente queste nuove valute. L'aspetto negativo riguarda il fatto che scegliendo di equipararli alle rendite finanziarie si solidifica ancora di più la visione delle valute digitali come bene d'investimento e non come alternativa al denaro.

Con questa nuova tassazione l'utilizzo dei Bitcoin diventa praticamente impossibile per chi li usa quotidianamente per i propri acquisti. Inoltre avranno difficoltà anche coloro che fanno vendite in Bitcoin, chi accetta donazioni e chi gestisce i sistemi di pagamento per i quali si appesantiranno molto i procedimenti burocratici. Al contrario questa tassazione avvantaggia chi investe in Bitcoin come asset finanziario di proprietà a lungo termine.

E l'Europa come si comporterà? Per ora la sola ad aver reagito alla decisione del governo americano è la Dinarma che però ha preso la decisione opposta, decidendo di non tassare i guadagni derivati da Bitcoin e simili. Anche qui la decisione è stata presa dopo lungo dibattito: dal momento che non ne esiste una versione fisica e tangibile, e le transazioni sono da considerare atti privati. In Italia, come in tanti altri paesi, la decisione definitiva non è ancora stata presa.