Oramai quasi ogni consumatore ha sentito almeno una volta l'esigenza di possedere una carta di credito. A questa esigenza, ogni operatore del settore propone ai consumatori carte di ogni tipo, tra cui è possibile scegliere semplicemente comparando i prodotti di American Express, ad esempio, con quelli degli altri gruppi finanziari.

Per lasciarsi guidare nel vasto mare delle possibilità sul mercato, è infatti pratica consolidata tra i consumatori attenti quella di consultare portali di confronto online, in modo da scegliere la carta di credito migliore per le proprie tasche con facilità, e soprattutto senza perdere di vista i costi applicati alla sua attivazione e al suo mantenimento.

Ma secondo il Parlamento Europeo, da notizia di questi ultimi giorni, il consumatore a breve potrà smettere di preoccuparsi dei costi e delle commissioni interbancarie: una larga maggioranza di parlamentari ha infatti approvato la proposta di dire addio a quei costi abitualmente non considerati dai consumatori, come le tariffe applicate alle transazioni, che vanno ad appesantire commercianti e spesso anche chi acquista.

Si tratta di deterrenti all'abituale utilizzo della moneta digitale a scapito dell'ancora diffusa moneta "fisica" che il Parlamento europeo non vuol più tollerare: si cerca anzi di tagliare quei costi, pareggiare la concorrenza tra i vari operatori come Visa e MasterCard, in modo da usare anche la moneta digitale per combattere la piaga dell'evasione in tutta Europa.

Proposta dalla Commissione dell'Unione Europea, ed approvata dalla Commissione Economica, l'entità del taglio consisterebbe in un 0,3% per le commissioni interbancarie per carte di credito e di un 0,2% per quelle alle carte bancomat, validi sia a livello nazionale che all'estero.

Non si tratta ancora di una decisione definitiva, anzi, il primo voto promette polemiche soprattutto da parte dei giganti del mercato, Visa e MasterCard, che si appoggiano proprio a schemi di pagamento su tariffe interbancarie. Verranno invece risparmiate American Express, PayPal e Diners che sfruttano sistemi diversi.

Per quanto il Parlamento europeo e Christian Verschueren, di EuroCommerce, dichiarino si tratti di un risultato importante, volto ad abbassare i costi per i consumatori e i commercianti agendo sulle banche, le principali associazioni dei consumatori e l'Abi (Associazione Bancaria Italiana) parlano di un possibile rischio di aumenti dei costi.

Per rientrare nella soglia delle commissioni imposte, è già infatti accaduto in Spagna che i gestori abbiano scelto di alzare i canoni annui: chi ha abbassato le commissioni ha poi dovuto scegliere di tornare indietro, come anche in Australia e Stati Uniti, ci spiega Antonio Longo del Movimento consumatori.

Di cosa accadrà in Italia, non sappiamo nulla: i costi delle carte di credito sono molto variabili, in base a chi offre i vari servizi. In attesa della decisione del Parlamento europeo in merito, che probabilmente slitterà al semestre di presidenza italiana, con inizio il 7 luglio 2014, chiudiamo con le posizioni di Codici, Codacons e Confconsumatori, che aderiscono alle parole di Movimento Difesa del Cittadino, di cui riportiamo la posizione.

"Sicuramente condivisibile nelle finalità ma dimentica aspetti fondamentali: 1) le economie Eurozona sono molto diverse tra loro e fissare un tetto unico è forzato; 2) non esiste uno studio che valuti l'impatto della misura nelle singole economie domestiche; 3) i commercianti, grandi beneficiari del provvedimento visto che per loro i costi si abbasseranno per davvero, non trasferiranno sui prezzi finali il risparmio", afferma il Movimento Difesa del Cittadino.