Altro giro, altra corsa: ripensamenti continui ed un nulla di fatto per l'obbligatorietà del "Pos" che sta per "point of sale", ovvero uno strumento elettronico che consente di effettuare - e quindi di accertare - i pagamenti mediante carte di credito o carte prepagate (ricaricabili), revolving ecc.

Solo ieri, 28 gennaio 2014, era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con quello del Tesoro che ha reso obbligatorio - con decorrenza dal 60° giorno dalla data di pubblicazione del decreto, e quindi a partire dal 28 marzo 2014 - i pagamenti mediante Pos da parte dei liberi professionisti.

In pratica, tutti gli acquisti di prodotti e/o servizi superiori ad un importo di 30 euro, effettuati dai privati, dovevano essere effettuati mediante il "terminale" Pos. Tuttavia, la normativa riguardava all'inizio solo gli studi professionali con fatturati alti (oltre i 200 mila euro) e, solo dopo alcuni mesi, ma comunque entro giugno 2014, avrebbero dovuto emanare un nuovo regolamento contenente altre fasce di fatturato comprensivo anche di tutte le categorie di professionisti.

Tutto questo era stato previsto, appunto, con il decreto pubblicato il 28 gennaio e, già oggi 29 gennaio 2014, ecco che interviene un emendamento con il quale vengono apportate ulteriori modifiche al medesimo decreto.

La modifica, sostanzialmente, riguarda la proroga al mese di giugno 2015 per l'obbligatorietà dei pagamenti Pos.

Questo emendamento, che viene inserito al decreto mille proroghe, rappresenta di fatto l'accoglimento di tutte quelle lamentele e criticità che erano state sollevate dai professionisti.

Il rinvio sull'accertamento dei pagamenti di importo superiore a 30 euro a mezzo Pos, comporta per il momento soltanto un ritorno "alla normalità" per ulteriori 15 mesi.