Lo scoperto del conto corrente, chiamato anche fido, è una sorta di finanziamento che la banca fa al proprio correntista, sia persona fisica che giuridica.

È uno strumento ampiamente utilizzato in Italia per coprire un'assenza momentanea di liquidità. Grazie al fido, il correntista può continuare ad operare anche in assenza di liquidità sul conto, attraverso bonifici, prelievi, emissione di assegni e cosi via.

Un fido può essere concesso a tempo determinato o indeterminato. Nel primo caso, viene fissata una data ben precisa per il rimborso, mentre nel secondo caso non vi è alcun limite. L'apertura del credito si distingue in:

  • apertura di credito semplice, quando la cifra messa a disposizione del cliente può essere usata solo una volta, anche se con diversi prelievi nel tempo;
  • apertura di credito in conto corrente, quando il cliente ha totale libertà di movimenti.

Naturalmente, come ogni tipo di finanziamento, anche nello scoperto di conto corrente rientrano alcuni interessi passivi. Ma questi sono spesso molto elevati, motivo per cui ricorrere allo scoperto di conto potrebbe essere una pericolosa trappola.

Conviene, o no?

Lo scoperto di conto corrente può essere utile in assenza transitoria di liquidità, quando ad esempio abbiamo ritardi nell'incassare pagamenti e tante scadenze accumulate. Ma considerato il suo costo elevato, non conviene stare con il cosiddetto 'conto in rosso', perché nel tempo questo potrebbe risultare disastroso sia per un soggetto privato che per un'azienda. Meglio spendere i soldi che si hanno.