Dall'1 gennaio del 2014 gli studi professionali, ma anche le attività commerciali che prestano servizi, e che vendono prodotti, devono avere in via obbligatoria il Pos al fine di poter accettare, oltre ai pagamenti in contante, anche quelli con la moneta elettronica rappresentata dal Bancomat, dalle prepagate e dalle carte di credito.

In data odierna Rete Imprese Italia è intervenuta nuovamente sulla questione nel far presente come tale obbligo altro non farà che inasprire ulteriormente i costi fissi a carico delle imprese. Per questo l'Associazione, in rappresentanza di Casartigiani, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio e Cna, ha reiterato la richiesta di rinviare l'entrata in vigore della norma.

Secondo Rete Imprese Italia è insostenibile il fatto che in tempi così ristretti debbano essere installati su tutto il territorio nazionale milioni di Pos ai fini del rispetto dell'obbligo. Peraltro l'Associazione lamenta il fatto che sono stati ripetuti nelle ultime settimane gli appelli in merito che sono stati rivolti al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell'Economia e delle Finanze.

L'obbligo del Pos comporta delle spese legate all'attivazione ed alla gestione del terminale. E a questo bisogna poi aggiungere anche le commissioni sul transato da riconoscere. Commissioni che in passato dovevano essere ridotte sempre attraverso un provvedimento legislativo di cui però, sottolinea altresì Rete Imprese Italia, ad oggi si è persa traccia.