Importanti novità sul fronte dei pagamenti con carte di debito; stando infatti al combinato disposto dell'art. 15, commi 4 e 5 del Dl 179/2012, a partire dal primo gennaio 2014 chi effettua attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi, inclusi quelli professionali, dovrà accettare il pagamento tramite Bancomat; il provvedimento - che per entrare ufficialmente in vigore deve essere supportato dall'emanazione di un decreto attuativo che disciplini con certezza modalità, termini e soggetti interessati - produce come diretta conseguenza la necessità che le figure interessate si dotino di un Pos presso il proprio punto vendita o ufficio.

Come sottolineato dal Sole 24Ore, in attesa dei decreti attuativi è ragionevole ipotizzare che saranno interessati dal provvedimento non solo i commercianti al dettaglio, ma anche quelli all'ingrosso, inclusi i produttori, gli agricoltori e gli ambulanti; al momento non sono previste specifiche norme agganciate all'importo del pagamento da doversi effettuare, ma i decreti attuativi potrebbero sancire eventuali importi minimi ed estendere le nuove disposizioni anche ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici (anche quelli che sfruttino le tecnologie mobili).

Nell'ambito del medesimo provvedimento - e con decorrenza a partire dalla stessa data - è inoltre previsto che gli intermediari finanziari compiano una verifica sui clienti che effettuino depositi, prelievi ed operazioni di pagamento per importi superiori a 2.500 euro, qualora utilizzino per lo scopo banconote di grosso taglio (200 e 500 euro).

La norma sarebbe stata introdotta sulla scorta di quanto sancito dalla Banca d'Italia all'interno del provvedimento approvato il 3 aprile 2013 ed in base il quale il ricorso a banconote di grosso taglio favorirebbe le transazioni finanziarie non tracciabili; l'intento delle verifiche sarà dunque quello di escludere che l'utilizzo di banconote di grosso taglio sia legato a fenomeni di riciclaggio.

Nel caso l'intermediario finanziario non riscontri ragionevoli motivazioni dovrà astenersi dall'autorizzazione dell'operazione, e qualora lo ritenga opportuno, potrà inviare una segnalazione di operazione sospetta alla Uif, l'Unità di informazione finanziaria.