Non tutti lo sanno, ma esistono delle speciali carte di credito prepagate "potenziate", che inglobano alcune importanti funzioni tipiche del conto corrente. Le carte di credito prepagate "potenziate" sono dotate di codice iban, caratteristica che consente ai possessori una serie di operazioni per le quali normalmente bisogna aprire il conto corrente. È possibile, infatti, accreditare i pagamenti periodici, come lo stipendio o la pensione, domiciliare sulla carta le utenze, prelevare dagli sportelli automatici, come con il bancomat, e ricevere bonifici.

Non si tratta, però, di uno strumento capace di sostituire integralmente il conto corrente. Non si può legare alla carta il dossier titoli, avere scoperti o fidi e ottenere il rilascio di assegni bancari. Inoltre non si ha alcun interesse (ma nei conti correnti il tasso di remunerazione è prossimo allo zero) attivo sulle giacenze.

Le buone notizie giungono dai costi dello strumento: non paga l'imposta di bollo di 34,20 euro, dovuta con il conto corrente, se si supera la giacenza di 5000 e normalmente e banche fanno pagare commissioni di gestione molto più basse.

Qual è il target? Anzitutto alcune categorie di utenti ai quali non aprono il conto corrente, come protestati, immigrati, disoccupati, ecc; anche ragazzi, magari fuori casa per studio, possono usare la carta potenziata per ricevere i soldi dai genitori (senza correre rischi scoperto). Per ridurre le spese, infine, può essere utilizzato come secondo strumento di pagamento in famiglia, per evitare l'accredito in un solo conto corrente di entrambi gli stipendi dei coniugi.

Il costo? Secondo Soldi e diritti, la più economica è la carta prepagata potenziata di Che Banca: 12 euro.