Il tema del limite massimo per l'uso dei contanti per i pagamenti sta dividendo il governo, in quanto se da una parte il ministro Saccomanni vorrebbe abbassarlo sotto gli attuali 1000 euro, il vice-premier Angelino Alfano ed il vice-presidente del Senato Maurizio Gasparri sono assolutamente contrari.

Il tutto si inserisce nel percorso parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità, ora appunto a Palazzo Madama per la prima tappa, dove ieri Saccomanni ha affermato che occorre implementare le misure di tracciabilità dei pagamenti, favorendo i canali rilevabili quali pagamenti con le carte di credito, bonifici da conto corrente, assegni, per contrastare la lotta all'evasione fiscale.

Dure le critiche provenienti appunto da Alfano, il quale afferma che per tali intenti sarebbe meglio fare come negli Stati Uniti: "Occorre aumentare l'uso del contante e contrastare l'evasione consentendo di conservare scontrini e fatture e scaricare tutte le tasse. In America funziona e funzionerebbe anche qui". Dello stesso parere Gasparri, il quale afferma che l'abbassamento del limite di 1000 euro per i pagamenti in contanti sarebbe una ulteriore penalizzazione dei consumi.

Anche Federalberghi è fortemente contraria a tale ipotesi in quanto sarebbe troppo restrittiva e ridurrebbe ancor di più la competività del settore turistico italiano: "Per essere ad armi pari con i nostri competitor europei il limite dei mille euro in contanti non può essere abbassato -così dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che anzi vorrebbe un alzamento del limite- Continueremo a combattere la nostra battaglia: la soglia va ripensata. Per stare al passo con gli altri Paesi europei e tenere testa alla sfida che lo scenario internazionale ci impone, bisognerebbe piuttosto alzare il tetto dei contanti a 3mila euro, importo fissato in paesi come Francia e Spagna".

Attualmente si può pagare in contanti fino ad un massimo di 999,99 euro, mentre dai 1000 euro in su occorre utilizzare forme tracciabili come il pagamento con carta di credito, i bonifici, gli assegni non trasferibili ed intestati con nome o ragione sociale del beneficiario.