Per mettersi in regola con la Legge gli architetti saranno chiamati a sobbarcarsi da qui a pochi mesi un costo inutile, quello relativo al Pos. Questo perché le prestazioni fornite da questi professionisti di norma hanno un valore superiore a quello che è il plafond medio di una carta di credito.

Di conseguenza, come emerso tra l'altro da una Circolare inviata ai Consigli territoriali alla fine del mese scorso, il Consiglio nazionale degli Architetti PPC ha inviato una formale richiesta di esenzione da tale obbligo alla Banca d'Italia ed ai Ministeri competenti.

Al riguardo il Consiglio nazionale degli Architetti ha ricordato come per il rispetto dell'obbligo della tracciabilità dei pagamenti ci siano altri strumenti decisamente più idonei come il bonifico bancario oppure le carte di credito e le carte di debito virtuali.

Dopo l'entrata in vigore della Rc professionale, quindi, i professionisti che operano in Italia nel rispetto delle nuove disposizioni di Legge sono chiamati ad assumersi ulteriori costi in una fase come quella attuale caratterizzata da difficoltà nell'acquisire nuove commesse.

Nel caso degli architetti è tra l'altro paradossale il fatto che il professionista debba dotarsi obbligatoriamente di un Pos presso lo studio. Un Pos che resterà attivo, ma che non sarà mai utilizzato. Ricordiamo che per gli architetti, come per gli altri professionisti che rientrano nell'obbligo dell'installazione del Pos, le disposizioni di Legge decorreranno a partire dalla data dell'1 gennaio del 2014.