Bike sharing e car sharing continuano a essere oggetto di attenzione e investimenti in quel di Milano, ma rimangono irraggiungibili per chi non ha una carta di credito a sua disposizione.

Mentre il comune di Milano promette infatti un ulteriore sviluppo di BikeMi e nel capoluogo sbarca anche il servizio Car2Go dedicato alle auto, con buoni risultati fin da subito, non cambiano le modalità di pagamento con cui è possibile accedere ai servizi di condivisione di veicoli a due e quattro ruote: senza carta di credito, insomma, non se ne fa nulla.

Anche il nuovo service di car sharing Car2Go, infatti, prevede che la tariffazione al minuto (29 centesimi, kasko inclusa) o il costo fisso giornaliero (59 euro al giorno e un massimo di 50 km di percorrenza), seppur vantaggiosi, siano addebitati esclusivamente sulla propria carta di credito. Nonostante ciò, Car2Go ha già incassato in un solo mese quasi 5.000 adesioni e sembra destinato a scavalcare la versione Atm del car sharing, CarMi, anch'essa accessibile solo a chi dispone di una carta di credito.

Se il valore di un'automobile (nel caso del Car2Go si tratta di una Smart for two coupé), giustifica la richiesta della carta di credito come garanzia per eventuali "fughe" e comportamenti scorretti da parte di chi condivide l'automobile, lascia perplessi molti milanesi l'obbligo di fornire il numero di carta per usufruire di BikeMi, il servizio di bike sharing del Comune.

La bicicletta è infatti non solo il mezzo di trasporto più ecologico, ma anche quello più economico e teoricamente a portata di tutti. Il Comune di Milano ha promesso miglioramenti consistenti del servizio BikeMi, tutti a vantaggio degli utenti. Tuttavia, quello della carta di credito rimane un limite invalicabile per molti potenziali avventori del servizio, dagli stranieri ai più giovani, categorie che difficilmente dispongono di questo strumento di pagamento.

La vecchia cauzione che, molti anni fa, disciplinava e garantiva contratti di cessione temporanea di beni di vario genere, ora non sembra più sufficientemente sicura.

Il ricorso alla carta di credito per il servizio di bike e car sharing non riguarda però solo Milano e rappresenta, per chi gestisce il servizio, l'unico strumento di tutela valido per i mezzi di trasporto che vengono condivisi. "L'obbligo di fornire il numero di carta per usufruire di BikeMi - spiega Clear Channel, società che si occupa del servizio per conto del Comune - non è un requisito peculiare del sistema di Milano, ma una caratteristica di tutti i Bike sharing del mondo: Parigi, Londra, NY, solo per citare i principali. Uno dei fattori che possono influenzare l'efficienza e la stessa esistenza di un servizio di bike sharing è quello del furto e del danneggiamento delle biciclette messe a disposizione. Per questo motivo l'unico sistema di pagamento accettato è la carta di credito non ricaricabile, in quanto offre il massimo livello di garanzia e quindi di tutela per il sistema.Questa scelta finora è risultata corretta e BikeMi continua a crescere senza risentire in modo significativo di questo problema".