Sono sempre di più gli italiani che scelgono la carta di credito revolving, tanto da avere causato una vera e propria impennata nelle richieste; tra i motivi che spingono i consumatori a optare per questo strumento c'è in primo luogo la necessità di accedere al credito: la carta revolving, infatti, oltre ad offrire i servizi di una normale carta di credito, dà la possibilità di ottenere un finanziamento.

L'accesso al finanziamento offerto dalla carta revolving è semplificato rispetto ai normali prestiti e non deve passare attraverso analisi di affidabilità creditizia molto vincolanti che le banche mettono in atto prima di concedere un finanziamento. In questo caso anche i cattivi pagatori, ovvero coloro hanno avuto in passato qualche problema nell'onorare una rata, possono più facilmente accedere al credito, anche se rimane discrezione della banca concedere o no la carta.

Ma l'attenzione dei media si sofferma anche sui tassi di interesse applicati a questo finanziamento, di ben lunga superiori a quelli medi: la carta revolving viene utilizzata per gli acquisti come una normale carta di credito, la differenza è che l'addebito viene distribuito su più rate. Alla carta è affiancata una linea di credito e il titolare paga l'interesse solo sulle somme utilizzate.

Quasi la metà delle richieste di carte di credito riguarda carte revolving, con una spesa media dichiarata di circa 700 euro al mese. Come si spiega questa tendenza, tenendo conto che gli interessi applicati su questo tipo di prestito sono arrivati a sfiorare il 17%? Il problema è che le banche hanno reso sempre più difficile accedere al prestito, per via di una lunga serie di controlli, come la capacità di generare reddito, presenza di altri debiti, garanzie o beni ipotecabili, eccettera: dunque le carte revolving, che necessitano di meno garanzie, sono ora molto diffuse.