Le carte di credito China Union Pay International sono usate anche in Italia da molti cittadini cinesi per i loro pagamenti e altre operazioni che implicano trasferimento di denaro: la società ha appena firmato con Poste Italiane un protocollo d'intesa per consentire ai titolari di tali carte di poter sfruttare gli sportelli automatici postali, gli oltre settemila ATM sparsi per il territorio nazionale, per operazioni di prelievo contanti e altre.

Per stipulare questa interessante intesa con China Union Pay International, un colosso nei servizi ineterbancari con oltre tre miliardi di carte di credito nel suo circuito, lo stesso a.d. di Poste Italiane, Massimo Sarmi, si è recato a Pechino per incontrare Cai Jianbo, suo omologo nella società orientale; scopo dell'accordo è il miglioramento dei servizi che vengono offerti ai cittadini cinesi nel nostro Paese dalle Poste, ma anche lavorare sulla prospettiva di un forte sviluppo nei servizi di money transfert tra Cina e Italia, visto che la potenza asiatica è anche una grande realtà finanziaria e qui nel nostro Paese sono sempre di più gli imprenditori originari proprio dello Stato della Grande Muraglia.

L'accordo Poste Italiane - China Union Pay International consentirà anche ai titolari di carte di credito del circuito o dalle stesse Poste di accedere ad altri servizi sempre nell'ambito del trasferimento di denaro, anche da carta a carta.

Ma Poste Italiane, conoscendo l'importanza del comparto dei servizi monetari tra Italia e Cina, entro la fine del 2013 attiverà anche il trasferimento elettronico fondi con Postal SavingBank of China, ovvero la banca di proprietà di China Post, le Poste cinesi.