Italiani, popolo tradizionalista, anche per quanto riguarda i metodi di pagamento. Secondo la Banca d'Italia infatti solo 8 pagamenti su 100 avvengono con carta di credito o bancomat, mentre i restanti 92 su 100 avvengono con il contante. Lo rivela una statistica stilata in occasione del No Cash Day, giornata dedicata alla "lotta" contro il contante e a favore della moneta elettronica.

Ma quanto siamo ostili ai pagamenti con la carta? Tanto, almeno rispetto ai nostri vicini di casa. La media europea di utilizzo del denaro elettronico è infatti intorno al 20%. È vero, stiamo migliorando rispetto a qualche anno fa, ma le resistenze continuano a farsi sentire: ogni anno la media annua di operazioni effettuate con la carta di credito è di 24,5 per un utente italiano, contro le 57 transazioni elettroniche del nostro campione europeo.

Ma quanto ci costa ogni anno la cartamoneta?

Secondo una ricerca la cifra media è di 133 euro a testa. Una spesa "oscura" dovuta ai costi di conio di banconote e monetine, al trasporto, alla custodia e ad una serie di fattori che comunque ricadono sempre sul nostro portafoglio.

Le banche infatti si fanno carico solo temporaneamente di questa zavorra, per poi scaricarla sui clienti attraverso tasse sui conti correnti e sugli altri servizi a disposizione.

Insomma, a quanto emerge da questi studi avremmo tutti gli interessi a mandare in pensione il vecchio contante e a sostituirlo con il denaro "di plastica". Che prezzo ha il nostro attaccamento a banconote e monete?

Se tutto questo non basta a convincervi, forse servirà citare il dato dell'Abi, secondo il quale l'uso della moneta elettronica rispetto al contante permetterebbe all'Italia di recuperare dal sommerso la bellezza di 40 miliardi di euro, equivalenti a 3 punti di prodotto interno lordo.