Sì agli acquisti online, ma con moderazione, e all'interno dei confini nazionali. Le scelte d'acquisto degli italiani sul web, sono ancora orientate ad una dimensione di tipo nazionale. Lo shopping su siti esteri è ancora per molti oggetto di sospetti, spesso proprio per la scarsa trasparenza sulla modalità di pagamento e sul tipo di carte di credito accettate. Insomma, si compra sul web, ma la fiducia non è ancora al 100%, anzi.

A confermare questa tendenza, l'ultima indagine della Commissione Europea dedicata al commercio sul web. La diffidenza nei confrontidello shopping online fuori dal proprio Paese, non riguarda infatti solo l'Italia. Non supera il 35% la percentuale degli europei che acquistano fuori confine con tranquillità, mentre chi fa shopping sui siti web del proprio territorio nazionale senza proccupazioni è il 60%.

A non agevolare il commercio tra un paese e l'altro, la scarsità di informazioni a riguardo, non solo perché gli acquirenti non sono aggiornati, ma anche causa dell'impreparazione di numerosi rivenditori in merito allo shopping su Internet. Le modalità di acquisto tra un paese europeo e l'altro, insomma, sono poco chiare: l'impossibilità di utilizzare carte del proprio paese per comprare in un altro paese europeo è tra le motivazioni che non incentivano a spermientarlo.

I problemi legati all'acquisto in altri paesi europei , tutte le controversie che lo possono riguardare, proveranno ad essere risolti dalla piattaforma che sta mettendo a punto la Commissione Europea, Online Dispute Resolution, dedicata proprio alla risoluzione delle controversie online tra un paese e l'altro, che permetterà di non ricorrere necessariamente al Tribunale per arrivare a una risoluzione.