Non è una carta di credito, ma nemmeno una banconota. Si chiama BitCoin la moneta virtuale creata dalla Rete e gestita dalla Rete lanciata nel 2009 da un collettivo di informatici anonimi uniti sotto il nome di Shatoshi Nakamoto. Indipendente da qualsiasi tasso d'interesse o controllo bancario. Di fatto non è né cartacea né di metallo, è un semplice controvalore virtuale che acquistiamo in rete e con cui dalla rete possiamo comprare beni e servizi. Si crea in Rete, al ritmo di 25 unità ogni 10 minuti e il valore è determinato dalla domanda presente nel momento di creazione della moneta.

Il sistema è gestito da un gruppo di esperti informatici e consente ai detentori di scambiare beni e servizi in Rete
In pratica, si scarica un software e si crea un account online, dove è possibile scambiare le divise tradizionali (euro, dollaro, sterlina, etc.) con i Bitcoin, secondo il valore fissato nel momento dell'acquisto dalla domanda presente. Più è alta la domanda più sale il prezzo. Lo stesso sistema dei mercati finanziari. Non siamo obbligati a tenere i BitCoin ovviamente possiamo riconvertirli in valuta tradizionale che scegliamo noi. Una specie di Forex che utilizza un metodo migliore perché non scambiamo valute, ma possiamo acquistare beni e servizi.

Gli acquisti di BitCoin si possono effettuare anche in anonimato, metodo che ha generato negli ultimi tempi dopo le gravi crisi avvenute in Spagna, Grecia e più recentemente a Cipro, una vera e propria fuga di capitali che stanno acquistando con maggior vigore la moneta virtuale. Infatti il dato è di ieri 2 Aprile 2013, che la moneta ha raggiunto un valore di compravendita di 105$. Toccando così quattro volte il suo valore iniziale quando fu emesso il primo BitCoin. Attenzione, non c'è molto tempo per l'acquisto perché Il sistema prevede che dal 2017 in poi, il conio della nuova moneta avvenga a un ritmo dimezzato di quello attuale e così sempre ogni 4 anni, mentre il processo di creazione dovrebbe arrestarsi nel 2030. Il ciclo vitale del BitCoin prevede comunque che potrà durare fino al 2140. Anno in cui si esauriranno i BitCoin acquistati con le compravendite che avranno generato.

Il Bitcoin è, quindi, diventato quasi un nuovo bene rifugio, come lo è tradizionalmente l'oro o in parte il dollaro statunitense in periodi di crisi. Tuttavia, a dovere dissuadere dal ricorso acritico a questa nuova forma di scambio è la forte fluttuazione del suo valore. In un solo mese, è avvenuta una crescita pari al 200%, lasciando temere che con la stessa velocità possa verificare anche un ipotetico crollo.

Analizzando la diffusione della moneta la BCE ha tenuto a precisare che non ci sono rischi per le banche, anche se a conferma dei timori, vi sarebbe poi il fatto che Bitcoin risulterebbe particolarmente diffusa nelle aree più colpite dall'attuale contingenza economica negativa, si pensi per esempio che in Spagna il numero di download dell'applicazione per il suo utilizzo risulterebbe molto più alto della media.

Insomma una tendenza che inizia a spaventare i mercati valutari, se governi e banche centrali hanno dovuto fornire comunicati ufficiali per calmierare gli investitori. Contando che lo stesso progetto BitCoin lanciato nel 2009 ci ha pensato anche Google. Il nome era già pronto: GoogleBucks, cioè googledollari. Nel 2012, però, il presidente del colosso di Mountain View EricSchimdt ha spiegato che il progetto di introdurre una valuta elettronica, sul modello di Bitcoin, discusso nel corso dell'anno precedente, era stato sospeso perchè "secondo molte leggi valutarie, in diverse parti del mondo, il sistema sarebbe illegale".