Ha fatto il suo debutto lo spesometro: in pratica tutti i gestori di carte di credito sono obbligati a comunicare tutti i dati delle operazioni Iva con un importo pari o superiore a 3.600 euro eseguiti dal 6 luglio al 31 dicembre 2011 usando carte di credito, di debito o carte prepagate. Grazie allo spesometro l'amministrazione finanziaria avrà a disposizione una visione sempre più dettagliata di tutti gli acquisti fatti dal contribuente.

L'entrata in vigore di strumenti come lo spesometro, il redditometro e il redditest, avevano subito una battuta d'arresto rispetto alla scadenza che era stata fissata, prima al 15 ottobre 2012 poi al 31 gennaio 2013, ma adesso tutti questi strumenti di lotta all'evasione sono attivi.

Gli intermediari che hanno emesso le carte di credito, di debito e prepagate con i quali vengono effettuati gli acquisti più rilevanti avranno l'obbligo di inviare all'anagrafe tributaria i dati anagrafici dell'acquirente, gli importi totali di ogni transazione, la data in cui questa è stata eseguita e il codice fiscale del'operatore commerciale presso il quale è stato fatto il pagamento. Entro il 30 aprile dell'anno successivo, invece, a cominciare dalle spese relative al 2012 l'invio dei dati riguardanti le operazioni con importo pari o superiore a 3.600 euro dovranno essere invariate.

Perciò, entro questa data le informazioni relative agli acquisti e delle operazioni Iva effettuate nel 2012 in base alle norme introdotte dall'articolo 2, comma 6, del Decreto legge 16/2012 dovranno essere rese note, anche se ulteriori specifiche sono in attesa di essere definite attraverso un provvedimento direttoriale.

Indipendentemente dagli importi, come succedeva in passato per i soppressi elenchi dei clienti e dei fornitori, dovrebbe essere contemplato un invio cumulativo per ogni cliente e fornitore. Dal primo gennaio inoltre è stata cancellata la soglia minima di rilevanza di 3.000 euro. Le transazioni, anche se di importo inferiore a 3 mila euro Iva esclusa, dovranno essere comunicate qualora sia prevista l'obbligo dell'emissione della fattura.

La nuova disciplina, sempre per le operazioni rilevanti ai fini Iva sottoposte all'obbligo di fatturazione, stabilisce che la comunicazione deve comprendere, per ciascun cliente e fornitore, l'ammontare totale delle operazioni sia attive che passive praticate nel periodo di riferimento, non ha invece rilevanza l'importo unitario. Resta in vigore la soglia di 3.600 euro Iva inclusa per le operazioni non sottoposte ad obbligo di fattura di solito effettuate da commercianti, albergatori, ristoratori, artigiani nei confronti dei consumatori. Insomma, da oggi l'Agenzia delle entrate può contare anche sullo spesometro per scovare gli evasori.