Satoshi Nakatomo è un informatico giapponese che quattro anni fa ha avuto un'idea che ha rivoluzionato le modalità di pagamento tradizionali, dalle banconote alle carte di credito: inventò i BitCoin, la moneta digitale.

Utilizzarla è semplicissimo, basta scaricare un software gratuito e cominciare a firmare le transazioni. Quando sono stati creati i BitCoin, si è deciso che sarebbero stati emessi 21 milioni di pezzi fino al 2020.

L'anonimato è garantito, quindi le transazioni avvengono senza che nessuna delle parti sappia chi è l'altra, evitando comunque eventuali frodi che sul Web sono più facili da attuare che altrove.

Tutte le transazioni effettuate possono essere consultabili online, in modo da far sapere agli interessati se l'operazione è andata bene o meno e che vantaggi ha portato.

Il giro d'affari che i BitCoin ha generato è di oltre 40 milioni di dollari e proprio per questo la paura che le organizzazioni criminali possano essere interessate a diventare protagoniste della piazza d'affari virtuale non è del tutto infondata.

Si pensava che questo sistema di pagamento fosse infallibile ed inattaccabile, ma presto si è dovuto smentire questa teoria. I BitCoin hanno recentemente subito un ridimensionamento proprio a causa di ripetuti attacchi, che hanno causato la perdita di centinaia di migliaia di dollari: un utente ha denunciato la perdita di 25.000 BitCoin, pari a 550.000 dollari, ma ci sono molte altre storie simili.

Nonostante ciò, il mercato della moneta digitale è in continuo fermento: gli utenti sono arrivati a più di 10.000, andando ad ingrossare le fila di tutti gli internauti che già utilizzano denaro virtuale, come su Facebook e Second Life.