Le autorità sono da tempo impegnate nella promozione dei pagamenti con carta di credito per eliminare l'uso di contanti, peraltro costoso, e allo stesso tempo, per avere uno strumento utile per la lotta all'evasione fiscale grazie alla tracciabilità dei pagamenti.

Gli italiani, da sempre restii alle carte di plastica, non sono confortati dai dati che vengono fuori dall'annuale report Aci Wordwide Global Fraud. Un intervistato su 4, negli ultimi 5 anni, è stato vittima di frodi con carta di credito. L'indagine che ha coinvolto 5200 consumatori di 17 paesi, fa emergere un'altra nota dolente: una percentuale maggiore del 20 per cento, smette di utilizzare o cambia la propria carta dopo aver subito un atto fraudolento.

L'indagine a livello mondiale mostra la più alta percentuale di frodati in Usa e Messico, la più bassa nei paesi del nord Europa, mentre l'Italia si piazza in mezzo con una percentuale del 24 per cento. E' però del nostro Paese il tasso più elevato di insoddisfazione relativo al trattamento ricevuto dai gestori delle proprie carte di credito pari al 57 per cento.

Il nodo fondamentale venuto fuori dalle interviste è il modo in cui l'istituto di credito ha gestito la fase di identificazione della frode, la segnalazione al cliente e la velocità di rimborso. Su questo passaggio quasi la totalità del campione chiede un rapporto più diretto con la propria banca magari chiedendo una notifica (via sms, mail, contatto telefonico) prima di autorizzare una transazione.

Non bisogna dimenticare che anche il consumatore è parte attiva del processo, molti clienti adottano comportamenti rischiosi come tenere il numero di pin (personal identification number) in portafoglio, gettare con troppa disinvoltura documentazione che riporta spesso dati sensibili e utilizzare pc senza gli opportuni software di sicurezza quando utilizzano l'home banking o effettuano acquisti in rete.