La tecnologià nfc di ultima generazione permette micro-pagamenti attraverso l'utilizzo di telefoni smartphone. I pagamenti avvengono in pochi secondi accostando il telefonino al pos dei negozianti che legge la sim e autorizza il pagamento. Il telefonino diventa così contenitore multiuso: carta di credito, portafoglio, tessere punti, sconti fedeltà, ecc.

Si preannuncia come uno strumento dalle enormi potenzialità in un paese come il nostro che conta un numero impressionante di sim attive e dove da anni è in corso una severa lotta all'evasione fiscale e quindi alla limitazione del contante circolante. Secondo una ricerca Ipso, più della metà degli italiani sarebbe disposto ad abbandonare i contanti anche per le spese di basso importo a patto che siano diffusi più pos e le commissioni siano basse e trasparenti.

E' trepidazione nel mercato dei pagamenti mobile ed è in atto una corsa alle partnership tra compagnie telefoniche ed istituti di credito. Bisogna ricordare però che gli italiani sono molto restii all'utilizzo della carta di credito e credono poco nella sicurezza degli strumenti che utilizzano. Esperti del settore riferiscono che, statistiche alla mano, ci si mette circa 2 ore e mezzo per accorgersi dello smarrimento del proprio portafogli, mentre basta un quarto d'ora per accorgersi della mancanza del telefonino. Come avviene per le comuni carte di credito, necessiterebbe una telefona per bloccare la sim ed evitare usi maldestri.

Inoltre, dal 1 gennaio 2014, a seguito del decreto sviluppo 2012 parte seconda, ci sarà l'obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare il pagamento bancomat per qualsiasi cifra. Tale obbligo, se avrà il benestare da parte di banca d'Italia, si estenderà naturalmente anche ai pagamenti via cellulare.