Le Forze di Polizia potranno accedere alla banca dati Sipaf, il sistema informatizzato di prevenzione amministrativa delle frodi sulle carte di pagamento. Lo rende noto lo stesso Garante per la privacy, che si è pronunciato positivamente sulle disposizioni contenute nella Convezione tra il Ministero dell'interno e il Ministero dell'economia e delle finanze. Le nuove norme sulla sicurezza permetteranno, infatti, di proseguire la battaglia contro le truffe su carte di credito e bancomat, senza però ledere la privacy e i dati personali dei cittadini.

Il Sipaf, gestito dal Ministero dell'economia, è la banca dati in cui confluiscono le segnalazioni (su carte di pagamento clonate o false, bancomat contraffatti, esercizi commerciali in cui si sono verificate frodi) effettuate dalle società, dalle banche e dagli intermediari finanziari che emettono carte di credito e gestiscono reti commerciali in cui si accetta questo strumento di pagamento.

Le direttive contenute nella Convenzione appaiono perfettamente conformi alle norme poste a protezione dei dati personali. Infatti lo schema di Convenzione concede alle forze dell'ordine la possibilità di accedere alla banca dati del Sipaf , ma soltanto per finalità di prevenzione e repressione dei reati connessi all'utilizzo di carte di credito o di altri strumenti di pagamento. Sarà compito del Centro elaborazione dati del Viminale verificare ogni sessanta giorni le abilitazioni degli utenti autorizzati ad accedere al sistema Sipaf.