La recente proposta di introdurre l'obbligo per i commercianti di accettare pagamenti elettronici per gli acquisti superiori a 50 euro ha riportato in primo piano il tema della sicurezza e dei vantaggi connessi all'uso della moneta di plastica. Favorire i pagamenti con carte di credito e prepagate è di certo un punto fondamentale nella lotta all'evasione e all'illegalità, ma al tempo stesso potrebbe causare dei danni ai commercianti che, oltre a doversi far carico dei costi di commissione, spesso troppo onerosi, si espongono anche al rischio di truffe da parte di consumatori disonesti.

L'utilizzo di carte rubate, clonate o contraffatte colpisce, infatti, anche i commercianti. Per tutelarsi da simili eventi è bene, dunque, confrontare sempre il numero della carta di credito con quello dello scontrino del Pos. Se il dato è difforme significa, infatti, che la carta è stata clonata. La seconda regola anti-truffa è di richiedere un documento d'identità all'acquirente, soprattutto se questo manifesta atteggiamenti sospetti, ad esempio si mostra affrettato o tenta di distrarsi durante il controllo della carta. Un'altra buona regola per gli esercenti è di controllare spesso il Pos per accertarsi che non sia stato manomesso.

Tuttavia, al di là dei rischi connessi all'uso di bancomat e carte di credito, offrire la possibilità di pagare con il denaro di plastica può apportare dei benefici anche ai commercianti e ai venditori di beni e servizi. Innanzitutto offrire ai clienti la possibilità di pagare con carte di credito qualifica l'esercizio commerciale e aumenta la possibilità acquisire i clienti che preferiscono pagare con il denaro di plastica. Questa modalità di pagamento riduce, inoltre, il rischio di ricevere banconote false o assegni privi di copertura, limita le possibilità di rapine e rende più trasparente la gestione finanziaria, grazie alla tracciabilità dei pagamenti.