Dal 1° luglio 2013 potrebbe scattare l'obbligo di accettare carte prepagate e bancomat per gli acquisti superiori a 50 euro. La norma è prevista dall'ultima bozza del decreto sullo sviluppo, messa a punto dagli uffici del Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Il regolamento potrebbe poi essere esteso anche agli importi inferiori a 50 euro e a strumenti di pagamento con tecnologie mobili. Fra le novità previste, vi sarebbe, inoltre, un documento digitale unificato che comprende carta d'identità elettronica e tessera sanitaria, nonchè agevolazioni per la banda larga.

La norma dovrebbe essere approvata entro fine mese, ma per ora si tratterebbe soltanto di un'ipotesi. "Stiamo lavorando - ha chiarito il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti - non c'è nulla di definito né sulla soglia, nè sui tempi". Tuttavia l'obbligo delle transazioni elettroniche ha già destato le prime critiche. Dura la reazione del Codacons che critica, senza giri di parole, quello che definisce "l'ennesimo inutile regalo alle banche".

Più contenuta la reazione di Confcommercio che riconosce l'urgenza di modernizzare il sistema dei pagamenti, ma lancia un allarme sulle conseguenze che la diffusione della moneta elettronica potrebbe avere sugli esercenti, costringendoli a pagare costi troppo elevati. La controproposta dell'associazione è di "incentivare la diffusione degli strumenti di pagamento elettronici attraverso la riduzione di tutte le componenti di costo a carico di consumatori ed esercenti, attivando anche la leva delle detrazioni fiscali".

Anche Confesercenti sottolinea la necessità di abbattere i costi delle commissioni per non gravare sugli imprenditori più deboli. A tale proposito l'associazione ha ricordato il tentativo, finora fallito, fatto dal Governo sull'acquisto di carburante. "Nei mesi scorsi l'esecutivo - dice la Confesercenti - ha adottato un provvedimento teso a favorire l'utilizzo della moneta elettronica per l'acquisto di carburante, prevedendo che alle transazioni non dovesse essere applicato nessun costo. Nonostante la legge, le banche si sono rifiutate di applicare tale disposizione, ritenendo inammissibile sostenere il servizio facendosi carico dei relativi costi. Il Governo ha fatto finta di niente, e ha permesso che la legge rimanesse inapplicata».

Il provvedimento potrebbe essere, dunque, un'ottima soluzione per favorire la diffusione della moneta elettronica,necessaria a combattere il problema dell'evasione e dell'illegalità. Ma al tempo stesso la proposta avanzata dal Governo dovrebbe tutelare consumatori ed esercenti dal rischio di far fronte a costi di commissione troppo onerosi.