Accordo storico tra i principali operatori di carte di credito e i commercianti negli Stati Uniti. Visa, Mastercard e alcune importanti banche, come Citigroup e Bank of America, hanno siglato un'intesa extragiudiziale (da 7 miliardi di dollari) con circa 7 milioni di esercenti che avevano avviato una causa sulle commissioni applicate ai pagamenti elettronici.

"Se vai in America, non pagare con carta di credito", potremmo dire parafrasando Johnny Stecchino. D'ora in poi infatti, negli States, è probabile che venga applicata una commissione tra il 2,5 e il 3% ad ogni transazione effettuata con carta di credito. I soggetti coinvolti in quest'accordo hanno accettato questa pratica, finora negata, che scarica ulteriori costi sui clienti.

I commercianti, non solo negli Stati Uniti, pagano solitamente una commissione di interscambio per ogni "strisciata" (da qui il termine commissione di "swipe"), il cui costo - tra l'1,5 e il 3% dell'importo - non ricade sui clienti. Questa commissione è direttamente proporzionale ai benefici offerti dalla carta usata (le "premium" costano di più) e copre le spese sostenute dall'operatore (Visa, Mastercard o altri) fin quando il pagamento non sarà completato.

Le nuove norme saranno operative entro l'anno o forse nei primi mesi del 2013, non appena la Corte Distrettuale Usa ratificherà la legittimità dell'accordo. Saranno escluse le carte di debito e, in generale, la pratica non si applicherà in dieci Stati federali che proibiscono per legge l'introduzione di sovrapprezzi. Tra questi, ci sono lo Stato di New York, la California e il Texas: shopping quindi per i turisti della Grande Mela o di Los Angeles. E' inoltre probabile che tornino in auge gli sconti per chi paga in contanti, già diffusi negli Usa soprattutto per il rifornimento di carburanti, ma mai regolamentati per l'intero settore del commercio al dettaglio. Non è escluso, inoltre, che l'accordo venga imitato anche fuori dai confini americani.