Entro il 2014 non ci sarà più differenza tra i pagamenti elettronici nazionali e transnazionali (anche con carta di credito). Con questo obiettivo si è aperto oggi a Firenze il Convegno Spin 2012, appuntamento annuale dell' (Abi) dedicato ai sistemi di pagamento.

Dopo l'introduzione della moneta unica nel 2002, l'armonizzazione del mercato dei pagamenti elettronici (Single Europe Payment Area o Sepa) consentirà di raggiungere la piena integrazione dei servizi di pagamento in tutta l'UE. L'Abi ha già da tempo messo a punto un piano per la trasformazione del sistema, che si articola in due direzioni complementari.

Da un lato, infatti, si lavora per assicurare i requisiti tecnici e commerciali armonizzati per i bonifici; dall'altro ci si occupa degli addebiti diretti in euro. Al termine della migrazione i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione potranno effettuare e ricevere pagamenti con un unico conto bancario, indipendentemente dal Paese in cui ci si trova, beneficiando delle stesse condizioni previste per i pagamenti nazionali, in conformità agli stessi obblighi e diritti.

I vantaggi offerti dal passaggio a Sepa lottano contro l'ancora scarsa diffusione dei pagamenti elettronici in Italia. Gli ultimi dati Ipsos rivelano che il 38% degli italiani dai 14 ai 64 anni effettua pagamenti soltanto in contanti, e la percentuale sale al 63% per gli over 65. Il 44% dei nostri connazionali non era neanche a conoscenza della possibilità di pagare bollette e bollettini in modalità elettronica. Del resto, le vecchie abitudini sono dure a morire: il 48% di coloro che sanno di poter fare a meno del contante ha dichiarato che i pagamenti elettronici sono inutili per cifre esigue. Infatti, ancora il 70% degli italiani paga importi inferiori a 50 euro soltanto con le banconote.