Il termine per la comunicazione dei dati, da parte degli operatori finanziari, delle operazioni rilevanti ai fini Iva con carte di credito è slittato al prossimo 15 ottobre. Il cosiddetto "Spesometro 2012", si riferisce ai dati delle operazioni non inferiori ai 3.600 euro, avvenute nel periodo tra il 6 luglio e il 31 dicembre 2011. Per rientrare nei tracciamenti dello Spesometro, inoltre, l'acquirente deve aver portato a termine il pagamento con carta di credito, di debito o prepagata.

Gli operatori finanziari, quindi, avranno tempo ancora qualche mese per comunicare i dati relativi alle operazioni che rientrano nei parametri suddetti. Si ricorda che, nel caso di specie, andranno comunicati anche il numero di codice fiscale dei soggetti con i quali si è stipulato un contratto di installazione dei Pos e il codice di ogni singolo terminale. Lo "Spesometro 2012", quindi, si colloca subito sul mercato come strumento atto a facilitare il fisco nella costruzione di una mappatura delle spese degli italiani, in modo da poter incrementare la lotta all'evasione fiscale che, come si sa, nel nostro Paese raggiunge delle vette stellari. Il problema che molti si pongono, però, è sempre lo stesso: dove andranno a finire miloni di dati sensibili personali e di carte di credito?

Lo "Spesometro 2012" prevede che i dati confluiranno nei maxi computer dell'amministrazione tributaria, dove un complesso sistema riuscirà a rilevare ogni discrepanza. In questo modo, l'Agenzia delle Entrate riuscirà ad individuare chi spende cifre superiori a quelle che si potrebbe aspettare dalla dichiarazione dei redditi, chi, insomma, è dedito a evadere il fisco. Per questi motivi, in base alle discrepanze eventualmente riscontrate attraverso i tracciamenti, potrebbero scattare accertamenti della Guardia di Finanza. Nel caso questo dovesse accadere, il contribuente avrà sempre la facoltà di fornire le sue giustificazioni sulle spese.