Periodo nero per le carte di credito. Dopo la disastrosa situazione verificatasi negli Usa con più di 1,5 milioni di carte Visa e MasterCard clonate (e mentre i giorni passano il numero cresce gradualmente), in Italia è stato risolto oggi, dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna, un'importante indagine sulla stessa e odiosa pratica. I militari si erano mossi a partire dal 2010, quando circa duemila cittadini di un piccolo centro sull'Appennino, denunciarono il furto dei codici delle proprie carte di credito o di debito. I malviventi spendevano il denaro effettuando prelievi in diversi Paesi esteri: Stati Uniti d'America, Argentina, Filippine, Russia, Spagna e Inghilterra.

I carabinieri sono arrivati all'arresto dei responsabili, 19 cittadini nigeriani e altri due africani. Tutte queste persone erano riuscite a rubare codici di carte di credito e bancomat accedendo al sito ICQ, dove vengono venduti per circa 10 euro codici vari, relativi a carte e conti correnti. Un gioco da ragazzi, quindi, per la banda di africani, clonare successivamente le carte e darsi alla bella vita. Unica controindicazione del caso: ICQ è comunque tracciabile, così come i movimenti delle carte, con il risultato che, prima o poi, si viene condotti in carcere. Il gestore del sito, invece, risulta irrintracciabile, essendo il tutto basato su un server "ballerino" che si sposta di Paese in Paese.

Le indagini hanno proceduto a piccoli passi: dai primi accertamenti emerse che gli utilizzi fraudolenti delle carte clonate avvenivano sia tramite sportelli ATM (Automated Teller Machine), sia attraverso operazioni commerciali via internet (e-commerce), sia con acquisti presso negozi. Per questo motivo, i militari sono entrati in contatto con alcuni addetti del settore bancario, in particolare con personale delle società che gestisce le carte di credito, per cercare di collegare tutte le singole denunce.

I carabinieri sono arrivati, così, a capire che alcune specifiche spese dei malviventi erano avvenute in un centro commerciale della Lombardia e, tramite le immagini a circuito chiuso, sono venuti a conoscenza di alcuni volti degli incriminati. Da questo punto in poi, le indagini hanno preso il volo e si è arrivati a identificare tutti e 19 i colpevoli.