Numerosi clienti di Poste Italiane in quest'ultimo anno sono stati vittime di fenomeni di frode riconducibili a phishing telematico sulla propria carta di credito. L'"autore" di queste truffe è stato denominato Trojan e agisce all'insaputa del cliente spostando le somme che vengono movimentate tramite bonifici su alcune carte Postepay.

Il phishing, che consiste nell'invio di email contraffatte che hanno lo scopo di "pescare" i dati riservati dei clienti a fini illegali, è un fenomeno in continua evoluzione e che non accenna a perdere la sua aggressività e pericolosità. I numerosi casi di vittime di frodi informatiche riconducibili il phishing danno un'idea della gravità di questo fenomeno.

Come ha fatto notare in un'intervista concessa a Plus24 Stefano Grassi, responsabile Tutela Aziendale di Poste Italiane, "secondo l'Abi ci sarebbero ben 500/600 siti pirati di banche italiane ogni mese, con un picco durante le festività natalizie". Generalmente le frodi che utilizzano come metodo il phishing, usano delle email fasulle con il "brand" della banca, ingannando il cliente che viene portato a inserire i propri dati personali e i propri codici. Ora, però, come ha fatto notare Grassi, "le modalità si sono evolute in quanto i pirati fanno ricorso sempre più spesso a veri e propri virus".

Poste Italiane, dal canto suo, si difende dalle accuse di vulnerabilità dei suoi sistemi di sicurezza dei dati personali dei clienti, sottolineando i numeri della lotta contro il phishing telematico. Secondo i dati diffusi dall'azienda, la task force attiva dal 2008 e specializzata nella prevenzione, gestione e repressione si fenomeni illeciti on line, dal primo di gennaio del 2011 avrebbe bloccato 8345 siti di phishing. Solo nel mese di gennaio 2012, sempre secondo i dati di Poste Italiane, sarebbero state monitorate le operazioni di transazioni on line per 5,5 miliardi di euro, registrando e bloccando tentativi di frode per circa 78mila euro. Le frodi riuscite, invece, sarebbero per circa 2mila euro.

Il fenomeno delle frodi on line rappresenta un problema che coinvolge di tutti gli istituiti bancari, per questo è importante non solo che le banche sviluppino delle adeguate attività di controllo e contrasto preventivo, ma anche che i consumatori stiano molto attenti alle mail sospette che possono ricevere. Nel momento in cui viene dimostrata una negligenza o una imprudenza da parte del cliente che si lascia trarre in inganno dai frodatori, come ricordato dal responsabile Tutela Aziendale di Poste Italiane, "le policy a livello internazionale prevedono che non ci sia rimborso da parte delle banche".