Una particolare attenzione deve essere posta dai consumatori, in questo periodo, sulle carte di credito con rimborso rateale revolving. Alcuni istituti, infatti, hanno manifestato la volontà di modificare il tasso di interesse applicato alle linee di credito uguali o inferiori a 5 mila euro.

Il ritocco prevede un passaggio che, generalmente, aumenta di un punto percentuale il tasso d'interesse, mediamente si passa da circa il 16% al 17%, cosa non da poco conto. Le banche che hanno deciso di applicare questa variazione hanno dovuto già un paio di mesi orsono inoltrare ai clienti la notifica e specificare le cause di tale decisione che molto spesso riportano a queste motivazioni: «Tale modifica è giustificata dal mutamento del contesto economico-finanziario, e in particolare dall'aumento del costo di provvista, che si sta configurando negli ultimi tempi». Ma che cosa si intende per costo di provvista? Si tratta del costo a cui le banche pagano il denaro. Ora, essendo le carte revolving senza scadenza, sono dipendenti dai movimenti del mercato economico e, di conseguenza, alle variazioni del costo del denaro. Se per le carte di credito classiche si può applicare lo stesso tasso perché le transazioni vengono addebitate il mese successivo con le revolving, secono alcune banche, c'è bisogno di un adeguamento degli interessi a seconda delle oscillazioni finanziarie.

Inoltre, la modifica al rialzo sui tassi delle carte di credito revolving, si applica alle persone che non si indebitano per più di 5 mila euro, come dire: se usufruisci di poco credito dovrai pagare di più, quasi fosse un incentivo ad accedere ai prestiti. Questo tipo di iniziativa non riguarderà tutti gli istituti ma, con ogni probabilità, solamente casi isolati. La maggior parte delle banche, infatti, dovrebbe lasciare inalterato il tasso di interesse. Va comunque sottolineato che l'utilizzo delle carte revolving, secondo dati Abi 2010 è in declino: 1,5 milioni di pezzi (flessione del 6% rispetto al 2009).

Non resta che aspettare quali saranno le future mosse delle banche sulle carte revolving. Nel frattempo una domanda nasce spontanea: gli istituti stanno usufruendo di ingenti iniezioni di denaro a tassi molto bassi (circa l'1%) dalla Banca Centrale Europea, perché, quindi, dichiarano di voler alzare i tassi per questioni di mercato?