Tra donne e uomini le differenze ci sono ancora e si sentono soprattutto sul piano lavorativo ed economico. Nonostante la condizione del "gentil sesso" negli ultimi anni sia migliorata, alla donna tocca ancora una posizione di svantaggio rispetto all'uomo su molti fronti. La percentuale delle donne occupate è inferiore rispetto a quella degli uomini, le donne guadagnano mediamente meno, sono generalmente meno indipendenti nei trasporti e in media le donne che posseggono una carta di credito sono meno degli uomini.

Secondo il quadro tracciato da un Rapporto di Manageritalia, le donne scontano ancora una posizione di secondo piano rispetto agli uomini. Nonostante la percentuale di donne laureate tra i 18 e i 29 anni sia superiore a quella degli uomini ( 14,9% contro il 9,4%) e nonostante le ragazze finiscano l'università prima dei loro colleghi maschi (entro i 26 anni sono il 71,6% rispetto al 66,7% dei maschi), sul piano lavorativo la situazione appare rovesciata. Gli uomini occupati sono il 67,4%, le donne, invece, sono solo il 46,5%. Questo perché risentono ancora del lavoro familiare che occupa loro il 19,4% del tempo quotidiano, contro il 9,4% degli uomini.

Il divario tra i due sessi si fa più rilevante sul piano dell'indipendenza nei trasporti e su quello delle possibilità di spesa. Solo il 50% delle donne possiede la patente, mentre gli uomini sono l'80%. Per quanto riguarda l'utilizzo della carta di credito, risulta che solo il 24% delle donne ne ha una, mentre gli uomini sono il 60%. Il bancomat appare più diffuso, anche se la maggior parte dei titolari è sempre di sesso maschile: lo posseggono il 60% delle donne, contro il 73% degli uomini.

Anche se questo quadro mostra una posizione della donna spesso ancora subordinata a quella dell'altro sesso, il responsabile gruppo donne manager di Manageritalia Marisa Montegiove appare fiduciosa di un cambiamento nei prossimi anni: "Le donne saranno il vero motore di sviluppo dell'economia italiana. A differenza dei principali Paesi Ocse, che hanno già un'elevata partecipazione al lavoro delle donne, l'Italia potrà sfruttare il basso utilizzo del lavoro femminile come arma in più per crescere''. Nonostante l'Italia sia il fanalino di coda in Europa per il numero delle donne occupate, ha affermato Montegiove "negli ultimi anni le donne sono entrate per la prima volta nel mondo del lavoro percentualmente più degli uomini (occupati 2004-2011 donne +5,4%, uomini -0,2%) e, seppur lentamente, aumenta la capacità di raggiungere posizioni di vertice".