L'azienda NEC, ha sviluppato una batteria ultra-sottile, Organic Radical Battery (ORB), che misura solamente 0,3 mm per una capacità di 3 mAh e una densità di energia di 5 KW/l per unità di volume. Questo vuol dire che potrebbe essere tranquillamente utilizzata all'interno di carte di credito o tessere magnetiche come, ad esempio, quella dei mezzi pubblici. Ma quali opportunità aprirebbe l'inserimento della mini-batteria in una carta di credito?

Innanzitutto la carta di credito potrebbe essere associata a uno schermo atto a visualizzare le informazioni provenienti dalla carta stessa: immaginiamo, ad esempio, di poter vedere su un display i movimenti della carta, il saldo del conto e tanto altro. Se poi si pensa che, in linea teorica, si potrebbe integrare allo schermo anche un'antenna, si può legittimamente iniziare a fantasticare sulla crittografia e lo scambio di dati.

Lo schermo che ha in mente NEC dovrebbe far parte della nuova generazione di display flessibili, oggetto di studio, da tempo, anche da parte della coreana Samsung. ORB è infatti in grado di offrire grande flessibilità, essendo prodotta con la tecnica dei circuiti stampati, che uniscono le batterie in una piastra di circuito, permettendo la formazione di elettrodi negativi direttamente sulla piastra stessa. Una suggestione, di conseguenza, prende corpo rapidamente: questa tecnologia può servire anche al progetto diffuso di creare smartphone flessibili, più simili a una carta di credito che a un telefonino. Il futuro del settore mobile, sempre attento all'innovazione, pare puntare deciso verso questa direzione.

Si prevede, quindi, un gran successo per ORB, che sarà rivestita con uno strato di polimero di 0,05 mm di spessore e che è considerata più performante anche delle batterie a ioni di litio. Gli utenti si preparino ad usare carte di credito e cellulari pieghevoli da inserire comodamente nel portafogli, tra le banconote.