Le tecnologie avanzano e anche le nostre abitudini di pagamento sono destinate a cambiare. Secondo uno studio realizzato da Open Gate Italia per la Fondazione Ugo Bordoni, entro il 2015 molte delle transazioni che attualmente vengono fatte con carta di credito passeranno attraverso dispositivi mobili come cellulari smartphone. Le stime di Open Gate Italia parlano di un traffico di oltre tre miliardi di euro nei prossimi tre anni nel nostro Paese, una cifra che mette in luce le potenzialità e il successo che ci si aspetta da questa nuova modalità di pagamento.

Il futuro della carta di credito appare sempre più legato a quello della tecnologia Nfc (Near filed communication) e in particolare di quella relativa ai cellulari evoluti, come gli smartphone. Il mercato delle transazioni da "portafoglio mobile" potrebbe essere favorito anche dal via libera che Banca d'Italia ha dato il 30 luglio 2011, con un provvedimento che ha abilitato i gestori di telefonia mobile ai micro pagamenti, unito al fatto che negli ultimi mesi la diffusione degli smartphone è stata molto sostenuta.

In Italia esistono già più di cento servizi legati al pagamento mobile. Tra questi uno degli ultimi è M-Pay, una piattaforma condivisa che è stata avviata dai gestori di telefonia (Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, Fastweb e Poste Mobile), destinata all'erogazione di contenuti e servizi digitali pagabili utilizzando il proprio credito telefonico. Alcuni servizi sono stati sperimentati da Atm (Azienda dei trasporti di Milano) in collaborazione con Telecom Italia.

Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia, ha affermato che "per avviare il mercato del mobile payment in Italia ed evitare di intraprendere azioni tardive rispetto agli over-the-top (Google, Facebook, Twitter) è necessario creare un luogo di incontro in cui diversi soggetti possano coniugare le proprie aspettative ed esigenze in un'ottica collaborativa da parte di tutti." In particolare, ha sottolineato Alessandro Luciano, presidente della Fondazione Ugo Bordoni, "è urgente promuovere un ecosistema di sistemi di pagamenti innovativi, anche perché i potenziali benefici per il sistema-Paese, in termini di emersione del sommerso e riduzione del costo del contante, non riescono a esprimersi pienamente poiché i principali attori del mercato, bancari e telefonici, restano ancora a guardare". Si calcola infatti che i pagamenti elettronici nel loro complesso, tra cui, quindi, non solo quelli con carta di credito, ma anche tramite cellulare, possano portare in tre anni all'emersione di almeno 20 miliardi di euro di "nero".