Entro la fine del 2015 l'Europa dovrà raddoppiare i volumi del commercio elettronico, ottimo alleato per il decollo del mercato unico: questo l'obiettivo che si è posta la Commissione Europea, illustrato oggi dalla commissaria alla strategia digitale, Neelie Kroes, e dal collega responsabile per la Politica dei consumatori, John Dalli. "Lo sviluppo del commercio elettronico e dei servizi online rappresenta un notevole potenziale portatore di benefici economici, sociali e societari - spiega Neelie Kroes -. L'economia di Internet crea 2,6 posti di lavoro per ogni lavoro 'offline' perso e offre una maggiore scelta ai consumatori anche nelle zone rurali e remote''. Perché questo avvenga è necessaria una valida azione di incremento dei livelli di sicurezza intorno all'e-commerce, a cominciare dai sistemi di pagamento elettronici tramite carta di credito.

La Commissione ha infatti constatato che sussistono ancora diversi ostacoli sulla strada di un vero mercato unico, conveniente per i consumatori e le aziende. Tra questi, regole incerte e spesso ignorate; offerte poco trasparenti e difficilmente comparabili; sistemi di pagamento troppo cari e inadeguati e scarsa protezione di dati sensibili. Tutto questo genera grande sfiducia nei consumatori, per di più se si pensa che attualmente nell'Unione Europea sono attive oltre 700 milioni di carte di pagamento, tra carte di credito e carte prepagate.

Spiega Neelie Kroes che questo piano d'azione ''punta a rimuovere gli ostacoli che fino a oggi hanno soffocato lo sviluppo dell'economia Internet europea''. In particolare, il piano punta a "facilitare l'accesso transnazionale" ai prodotti e ai contenuti online, nonché a risolvere i problemi dei pagamenti, delle consegne e della protezione dei consumatori. Per quanto riguarda i pagamenti elettronici, la Ue ha lanciato una consultazione sul Libro Verde (il cui termine ultimo è l'11 aprile 2012) per individuare quali siano gli ostacoli a un'ulteriore integrazione del mercato in questo settore. "Un ambiente integrato sicuro e trasparente per i pagamenti in tutta la Ue e in grado di creare mezzi di pagamento più efficienti, moderni e sicuri, a beneficio dei consumatori, dei commercianti e dei fornitori di servizi di pagamento", ha spiegato la Commissione. Un intervento è quanto mai necessario, dal momento che "l'inefficienza dei sistemi di pagamento nell'Unione europea fa aumentare indebitamente i costi delle transazioni, mette a repentaglio la competitività mondiale dell'economia europea e ne limita il potenziale di crescita", come sottolineato dal vicepresidente della Commissione, Joaquin Almunia.

Ecco perché "i consumatori, i commercianti e le imprese meritano servizi di pagamento in sintonia con il ventunesimo secolo: trasparenti, dotati di un vero valore aggiunto e in grado di sfruttare al meglio le tecnologie disponibili'', ha concluso Almunia.