Pare non ci saranno confini territoriali per lo spesometro, che controllerà e monitorerà costantemente tutti gli acquisti con carta di credito effettuati anche al di fuori del nostro Paese. La lotta contro l'evasione fiscale messa in atto dal governo Monti non lascerà scampo nemmeno a tutti coloro che pensavano di farla franca facendo le loro spese all'estero. Secondo quanto previsto dal provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 29 dicembre, infatti, i pagamenti con carte di credito, carte prepagate e carte di debito, possono essere trasferiti all'anagrafe tributaria direttamente dagli operatori che gestiscono il pagamento elettronico.

In base a questa disposizione saranno quindi sorvegliabili non solo le spese degli italiani all'estero, ma anche tutti i pagamenti dei consumatori sul web, nonché il volume di affari dei singoli esercizi commerciali, attraverso il controllo delle spese effettuate con carte di credito dai consumatori finali. I gestori dei dispositivi per il pagamento elettronico, secondo quanto stabilito dalle nuove norme sulla tracciabilità dei pagamenti, dovranno fornire all'Agenzia delle Entrate tutti i movimenti superiori alla soglia di 3600 euro. Si pensa inoltre che verranno comunicate anche le informazioni dei movimenti effettuati all'estero, anche se non ci sono dei limiti precisi in questo senso.

Il fatto che la segnalazione dei pagamenti con carte di credito sia stata trasferita ai gestori dei mezzi di pagamento elettronici permetterà un controllo di tutte le operazioni che avvengono con carte di credito, senza una distinzione particolare tra i pagamenti in Italia e quelli fuori dall'Italia. In questo modo il Governo potrà controllare in modo più approfondito tutte le spese degli italiani e combattere anche l'evasione oltre confine.

Gli intermediari finanziari, oltre a tutti i trasferimenti superiori a 3600 euro, dovranno comunicare anche le informazioni relative a tutti gli esercizi commerciali che possiedono dei dispositivi POS per pagamenti con carte di credito (anche nel caso in cui non ci siano pagamenti che superano la soglia limite stabilita di 3600 euro). I dati relativi ai pagamenti con carte di credito che riceverà il Fisco riguarderanno non solo le spese dal primo gennaio 2012, ma anche i trasferimenti avvenuti nel secondo semestre del 2011 (6 luglio-31 dicembre), per cui tutte le operazioni sospette di questo ultimo periodo potrebbero finire nel mirino dello spesometro.