Le carte di credito possono rivelarsi un'ottima arma contro i pagamenti "in nero". Il denaro di plastica permette infatti un controllo più efficace sui pagamenti e quindi rappresenta una possibilità per abbattere il sommerso. Secondo il rapporto "L'economia sommersa in Europa" ("The Shadow Economy in Europe") che è stato presentato da Visa Europe nel corso di un evento svoltosi a Bruxelles, insieme allo European Credit Reserch Institute (ECRI) e al Centre for European Policy Studies (CEPS), il peso dell'economia sommersa in Europa nel 2011 è di circa 2.200 miliardi di euro, una cifra che appare in aumento del 5% rispetto al 2010.

Tutto questo si traduce in un minore ricavo fiscale e in una produttività ridotta, che portano a una diminuzione dei tassi di crescita complessiva. L'aumento del sommerso sta a indicare che la tendenza a effettuare pagamenti e operazioni non legali costituisce una pratica sempre più diffusa tra la gente.

In Italia l'economia sommersa tocca i 338 miliardi di euro. Questo è imputabile a più fattori: al sistema di tassazione del nostro paese che non avvantaggia chi vuole fare operazioni legalmente, alla forte presenza del crimine organizzato all'interno della nostra economia e anche a una sorta di "predisposizione" che spesso caratterizza i nostri connazionali, che tendono a non vedere l'illegalità nell'evasione fiscale, unita alla preferenza di molti produttori per il denaro contante rispetto al pagamento elettronico. In generale gli italiani, nonostante negli ultimi cinque anni si sia registrato un aumento complessivo dei pagamenti avvenuti tramite carte elettroniche (carte di credito e Bancomat in particolare), sembrano ancora preferire il contante, con tutti i problemi ad esso collegati, quali evasione fiscale e riciclaggio.

Secondo il rapporto di Visa Europe, un maggiore utilizzo delle carte di credito potrebbe aiutare a contrastare questo fenomeno, perché i pagamenti tramite carte di credito o Bancomat, a differenza di quelli con denaro liquido, possono essere sempre tracciabili. Davide Steffanini, Direttore Generale Italia di Visa Europe, sostiene che "attraverso l'incentivazione all'utilizzo di pagamenti elettronici e la riduzione dell'utilizzo dei contanti per le spese quotidiane, contribuire all'economia sommersa sarebbe più difficoltoso", perché una più capillare diffusione dei pagamenti con carte di credito o altri dispositivi elettronici permette di controllare più efficacemente i traffici economici. Il Professor Friederich Schneider, co-autore del rapporto Visa Europe, ritiene che "una maggiore penetrazione dei sistemi di pagamento elettronici di soli 10 punti percentuali può portare già a un decremento del sommerso pari al 5% con una stima intorno ai 105 miliardi di euro".

Se in ogni paese appaiono necessari interventi governativi per promuovere l'utilizzo di carte elettroniche, in Italia si potrebbero incentivare ancora di più i cittadini a usare carte di credito o Bancomat abbassando il limite di 5.000 euro imposto dalla Finanziaria 2010 per i pagamenti in contanti, somma sopra la quale sono possibili solo pagamenti elettronici. In tutta Europa l'incremento dell'utilizzo delle carte di credito appare un buon aiuto per abbattere il peso dell'economia sommersa, per questo si stanno programmando misure efficaci per affrontare il problema.

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