La personificazione del lusso parla russo. I nuovi ricchi che arrivano in Italia amano muoversi con i contanti in tasca, mettendo in secondo piano la carta di credito , considerata da molti solo un pezzo di plastica.

In un paese nel quale fino a pochi anni fa le carte di credito non esistevano nemmeno, il 2005 ha segnato la svolta: quello russo è diventato il mercato numero uno al mondo per produttori di bancomat. In accordo con i risultati di un'inchiesta condotta nei Paesi dell'Europa dell'Est dalla società di consulenza britannica "Retail Banking Research", nel 2005, il numero dei bancomat installati in Russia era aumentato di oltre il 37%: 7.500 sportelli automatici nuovi e 27.640 cash dispenser. In alcune regioni, come la siberiana Chukotka, gestita fino al 2008 dal multimiliardario Roman Abramovich, la circolazione dei contanti era stata sostituita quasi al 100% da carte di credito.

Ora, a distanza di qualche anno - come riporta la stampa internazionale - il governo sta lavorando per riportare in auge la carta di credito, mezzo di pagamento che, in realtà, la popolazione russa non ha mai davvero amato. Un provvedimento normativo, infatti, - come riferito dal quotidiano Moskovskij Komsomolets - è attualmente in corso di elaborazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per costringere le imprese commerciali ad accettare le carte di credito come metodo di pagamento per beni e servizi di vario genere.

Si tratta certamente di un progetto più che ambizioso in un paese dove l'80% dei centri commerciali non accetta carte di credito e, addirittura, prevede anche la possibilità di porre un limite ai pagamenti in contanti. In una lettera al primo ministro Vladimir Putin, il mese scorso, il tedesco Herman Gref, chief executive officer della Sberbank, il più grande istituto di credito russo, ha proposto una drastica riduzione nell'uso dei contanti per le transazioni commerciali, perché la quantità di denaro di carta e metallo in circolazione nel Paese è aumentata rapidamente negli ultimi anni, raggiungendo l'11,9% del prodotto interno lordo contro il 5,3% degli Stati uniti e il 4,2% del Brasile.

Nel 2010 questa situazione ha fatto perdere alla Russia l'1,1% del PIL, pari a 450 miliardi di rubli e 15,4 miliardi dollari, proprio a causa del sempre crescente volume di denaro contante in circolazione. Anche in Italia, il denaro contante raccoglie più proseliti rispetto alle carte di credito, ma la situazione non è certo paragonabile a quella russa. Per districarsi nelle numerose proposte offerte dagli istituti di credito, il servizio di confronto carte di credito del portale SuperMoney, offre al consumatore una panoramica delle offerte di carte di credito tradizionali e carte di credito prepagate.