Carte di credito revolving, rivoluzione o insidia celata per il consumatore?

E' l'allarme lanciato dal CTCU, il Centro Tutela Consumatori Utenti, che ha svolto un'analisi accurata sulle principali modalità di funzionamento delle revolving e dei possibili rischi che si nascondono dietro il loro utilizzo. Questa tipologia di carte di credito rappresenta infatti uno strumento di pagamento rateizzato delle spese effettuate, concesso da una banca o da un istituto di credito.

La rateizzazione comporta però un costo suppletivo dovuto alla corresponsione da parte dell'acquirente degli interessi dovuti sul finanziamento concesso. Secondo l'indagine condotta dal CTCU, la prassi di utilizzo delle revolving si è rivelata talvolta poco trasparente, a danno del consumatore, rischiando di trasformare il finanziamento in un vero e proprio fido in bianco con interessi salatissimi. Ecco allora qualche consiglio su come tutelarsi da eventuali raggiri o truffe: prima regola, quando si effettua un acquisto con carte di credito revolving è necessario fare molta attenzione ai moduli che si firmano.

Talvolta infatti vengono sottoposti agli acquirenti due differenti moduli, uno riguardante il finanziamento mentre l'altro l'acquisto di una carta revolving. Sottoscrivendo entrambi i moduli il rischio è quello di vedersi recapitare a casa una carta di credito con tassi d'interesse medi effettivi annui che vanno dal 17,5% fino addirittura al 25%. Seconda regola, è bene ricordare che la legge in materia di carte di credito revolving sancisce che l'attività di promozione e attivazione di questa tipologia di credito debba competere unicamente ad un agente finanziario, e non, come spesso accade, al venditore del bene acquistato.

Per scegliere la carta di credito revolving più adatta alle proprie esigenze di spesa, e per conoscere nei dettagli le normative in materia creditizia, Supermoney propone nell'area "Carte di credito" un confronto specifico sulle differenti offerte degli enti creditizi.

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